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ATESSA - Al campo di Montemarcone è cominciata con l’inno nazionale ed è finita con la voce di Pavarotti che intonava Nessun dorma. Festa grande ieri pomeriggio in casa Val di Sangro, la promozione in C2 è cosa fatta. E mentre alla fine il pubblico esultava ed i giocatori impazzivano di gioia, il presidente Amerigo Pellegrini, il vero artefice di questo trionfo, per qualche istante si è isolato, visibilmente commosso, a godersi intimamente questi momenti di felicità intensa, forse irripetibili. «Dedico la C2 ai tifosi, alla squadra, alla società e sopratttuto alla mia famiglia», ha detto con la voce rotta dall’emozione. Poi anche lui si è fatto travolgere dall’entusiasmo e si è gettato nella mischia.
Gara maschia, con tre espulsi e risultato in bilico fino al 96’. «Ce la giocheremo. Ci danno tutti per battuti ma vedrete che non sarà così», aveva detto Norscia, trainer dell’Angolana, prima del derby. E’ stato di parola. La sua squadra ha interpretato il match con il piglio giusto. Per mezz’ora ha giocato alla pari e in qualche frangente anche meglio. Preso il gol e perso Tacchi, la partita è cambiata. Val di Sangro padrona del campo, abile ad amministrare la partita aspettando il momento giusto per piazzare il kappaò. In due circostanze, nella ripresa, ci è andata vicinissima, bravo Bifulco a salvare su Pagano e Marinucci Palermo che gli si erano presentati davanti in solitudine. A 20 minuti dalla fine l’espulsione di Ruggiero ha ripristinato la parità numerica e il confronto si è riequilibrato. Nel finale l’Angolana ha spinto con accanimento, ha fatto correre qualche brivido ai sangrini anche se poi in realtà non è mai andata vicina al pari. «Ci siamo battuti bene - ha commentato alla fine Norscia - in condizioni di parità numerica siamo stati anche superiori, il risultato ci penalizza. Il gol è stato poco limpido, Fuschi non è tipo che fa scene». L’Angolana ha contestato a lungo e con accanimento il gol dei locali realizzato da Pagano servito da Giovanni Esposito: in quei frangenti Fuschi, toccato duro, era a terra dolorante. Grandi proteste, parapiglia generale, a farne le spese è stato Tacchi, che ha lasciato il campo espulso e con il collo visibilmente segnato. Proprio Tacchi al 25’ aveva impegnato Gennaro Esposito in un difficile e provvidenziale intervento su una sventola da centro area. Prima ancora, al 14’ un colpo di testa di Cavicchia era finito di poco fuori. Al 24’ la Val di Sangro ha reclamato un rigore per un fallo di mano in area di Creati: poteva starci. Prima di cominciare majorettes, esibizione di bambini, palloncini colorati. Bello il colpo d’occhio in tribuna. La gente, tantissima, circa 1500 persone, ha incitato la Val di Sangro con calore e continuità, senza mai farsi prendere la mano dal facile entusiasmo. Solo al 94’, cioè a 60 secondi dalla fine, si sono alzati tutti in piedi ad inneggiare ai giocatori e alla serie C. Al triplice fischio, dapprima festa in campo con i soli giocatori, poi dentro anche i tifosi, tutti in delirio, spumante a fiumi. Festeggiatissimi Cosco, Pellegrini e il diesse De Filippis, il tris d’assi della val di Sangro. Grandi abbracci anche per Nunzio Pagano, 26 gol, uomo determinante. La C2 arriva con cinque giornate di anticipo. Ma anche con un anno di ritardo. Poco male, così la festa è più intensa.
TITO VERNA
IL DOPO PARTITA
Cosco: «Che emozione, è un sogno che si avvera»
ATESSA - Mentre impazza il gavettone, negli spogliatoi l'eccitazione è al massimo: chi dispensa baci a destra e a manca, chi piange d felicità come un ragazzino, chi gira stravolto cercando i propri beniamini per festeggiarli. E in mezzo a tutto questo frastuono di grida e acqua, tanta, è lui il personaggio più ricercato e portato più volte in trionfo dai propri giocatori. "Dedico questa vittoria alla mia famiglia, che mi ha sopportato e incitato in tutti questi anni, per me che vengo dalla gavetta arrivare nei professionisti è un sogno che si avvera": così esordisce, con voce commossa, il tecnico sangrino Vincenzo Cosco, il quale può finalmente gioire per questa fantastica promozione in C2. Per l'allenatore molisano è la sua quinta promozione in carriera, ma questa è senz'altro la più importante. Certo l'impresa dell'undici sangrino è di quelle destinate a rimanere nella storia: i numeri d'altronde non mentono mai, e vincere un campionato con cinque gare ancora da disputare non capita tutti i giorni. "Si, se penso a come eravamo partiti mi vengono i brividi, nemmeno il più ottimista - aggiunge il mister - avrebbe potuto immaginare una cavalcata di queste proporzioni, merito innanzitutto della società e dei ragazzi che sono stati splendidi". Il mister poi ripercorre i momenti decisivi della stagione: "La svolta direi è stata la prima gara vinta a Celano, quel risultato ci diede una grossa iniezione di fiducia e ci fece capire che potevamo essere competitivi. Poi il filotto di vittorie iniziali ci ha permesso di lavorare bene e con tranquillità". Il campionato è stato una cavalcata, ha avuto qualche volta timore di non farcela? "Timore direi no ma a Grottammare, in nove contro undici, perdendo poteva esserci un contraccolpo psicologico, ma il pareggio ottenuto in quelle condizioni mi diede conferma che ormai era fatta". Sarà ancora sulla panchina della Val di Sangro? "E’ ancora presto per dirlo, qualche procuratore mi ha cercato ma il rapporto che mi lega a questa società è tale che valuteremo i programmi e poi vedremo il da farsi. Certo le basi per ripartire ci sono, lo zoccolo duro della squadra deve rimanere per dare mentalità e giusta lettura dell'ambiente". Il capitano Marinucci Palermo è al settimo cielo: "Provo sensazioni indescrivibili: è la prima volta che vinco un campionato. Ora ci godiamo questo straordinario momento che mi rimarrà per sempre nel cuore". Il portiere Gennaro Esposito, che ha vicino a sé la sua signora, la cantante Annalisa Minetti, dichiara: "Sacrifici ripagati, annata splendida, e che nessuno mi venga a dire che è stato tutto facile. E' il secondo campionato che vinco dopo quello a Torre del Greco".
Le pagelle
Marinucci Palermo capitano e condottiero
ATESSA - Le pagelle dell’intero campionato. Gennaro Esposito 8 : ha portato con sé l'esperienza ed ha dato una grande sicurezza al reparto. Lieti 9 : il giovane difensore sangrino, classe '87, all'esordio in serie D ha fatto faville. Una vera e propria manna per Cosco. Farà sicuramente strada. Giovanni Esposito 8 : è arrivato alla chetichella, Cosco gli ha cambiato ruolo e da laterale destro è stato strabordante. Efficace anche come realizzatore. Marinucci Palermo 8 : il capitano è stato un baluardo a centrocampo, dai suoi piedi sono partiti tanti assist per le punte e in alcune gare è risultato decisivo. Gioffrè 7 : uno dei pochi a rimanere dall'anno scorso, insieme al capitano, sempre puntuale e preciso. Si è trovato bene sia con Antic che con Ruggiero. Ruggiero 7 : anche se qualche volta si è aiutato con metodi non proprio ortodossi è risultato sempre efficace nelle chiusure. Pochi attaccanti l'hanno superato. Antic 7 : dei centrali è quello che ha giocato meno e che ha avuto problemi fisici, ma si è saputo lo stesso ritagliare il suo spazio. Sivilla 8 : ha giocato da laterale e all'occorrenza da terzino, in entrambi i casi sempre positivo e con il vizio del gol che non guasta mai. Rinaldi 9 : l'anno scorso miglior giovane d'Eccellenza a Montorio, quest'anno uno dei migliori giovani della Serie D. Pronto per la definitiva consacrazione. Villa 7 : l'unico giocatore, scelto per la C2, che è risto anche in Serie D. Tecnicamente dotato, peccato per l'infortunio che lo ha costretto a dare forfait nel girone di ritorno. Vitone 6.5 : è entrato in punta di piedi a sostituire Villa, lo ha fatto diligentemente e con profitto. Costanzo 8 : Cosco lo ha utilizzato in alternativa a Rinaldi, bravo soprattutto in fase offensiva. Pagano 10 : ha segnato di testa, di destro e di sinistro, attaccante di razza con l'innato fiuto del gol. Difficile che possa rimanere: squadre di C1 come la Torres e la Juve Stabia gli sono alle calcagne. Lemme 8 : spalla perfetta per Pagano con il quale ha formato una grande coppia. Ha lottato sempre come un leone e non si è mai tirato indietro. Carosella 6.5: è arrivato a gennaio, ha fatto la terza punta ma quando è stato chiamato ha lasciato il segno. Somma 8 : con i suoi funambolismi ha stregato la tifoseria della quale è un autentico beniamino. E' entrato spesso a partita iniziata ed è riuscito sempre a lasciare il segno. Di Giulio 6.5: un infortunio lo ha penalizzato ma in quelle poche volte che ha giocato ha fatto bene. Magno 7: impiegato in quest'ultimo scorcio di stagione, ha fatto vedere buone cose. L’allenatore Cosco 10 : due anni fa ha portato la Pro Vasto in C2, l'anno scorso sappiamo tutti come è andata a finire, quest'anno ha stravinto il campionato. Un mister in forte ascesa che merita di confrontarsi in Serie C.
LA STORIA
Tutto cominciò 45 anni fa
ATESSA - Fu l'indimenticabile Don Luciano Cicchitti, parroco della parrocchia di San Vincenzo Ferrer, nel lontano 1961 a fare da sprono affinché si fondasse una società sportiva con lo scopo di giocare a pallone. L'invito fu subito raccolto da un gruppo di giovani dell'Oratorio parrocchiale, capitanati da Rinaldo Pietrodarchi, i quali fondarono la Libertas Monte Marcone. Il primo presidente fu Antonio Carafa, poi a seguire Antonio Rucci, Nicola D'Alonzo e Arnaldo Tranti. All'inizio la squadra partecipa al campionato juniores, nel 1964 disputa il suo primo campionato di Seconda categoria. Nel 1968 la Libertas Monte Marcone prende il nome di Val di Sangro, e nel 1972 inizia l'era, un ventennio circa, del dott. Angelo Pace, oggi presidente onorario. Sotto la sua guida la squadra comincia a macinare promozioni su promozioni fino ad arrivare in Interregionale nel 1982-1983. Fino al 1987 la Val di Sangro disputa l'Interregionale e si confronta con società blasonate quali Chieti, Lanciano, L'Aquila, Trani, Manfredonia, Andria, Ischia, Fermana, ecc.. Alfiere di quella squadra il libero Raffaele Flocco (chi non ricorda i suoi gol su punizione !), oggi allenatore della juniores. Nel 1987 arriva l'amarezza della prima retrocessione. Finito questo ciclo, ad Angelo Pace succedono Mario Tiberio, Pietro Gargarella e Nicola Travaglini, sotto la cui guida si arriva in Eccellenza. Nel 1995 retrocede in Promozione e nel frattempo assume la presidenza Amerigo Pellegrini. Nel 1999-2000 la Val di Sangro torna in Eccellenza, dopo lo spareggio contro il Pescina a Chieti, e l'anno seguente arriva in D vincendo i play off. Cinque anni di buona Serie D e oggi la gioia della C2.
Antonio Falcone - Il Messaggero
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