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Sul silo internet dell'Agenzia delle Entrate (www. agenziaentrate. it) è stata di recente pubblicata una selezione delle domande più ricorrenti poste .dai contribuenti e le relative risposte fornite tramite gli operatori del cal center, su argomenti fiscali di maggiore interesse. Tra queste, una in particolare riguarda gli sportivi dilettanti. Nello specifico, l'Agenzia delle Entrate conferma la circostanza, già segnalata nelle risposte ai quesiti fornite su questo giornale, che il fatto che un soggetto percepisca compensi per attività sportiva dilettantistica fino a 7.500 euro all'anno non determina la perdita della qualifica dello stesso come «familiare a carico». Si ricorda che, ai sensi del comma 3 dell'articolo 12 del Tuir, sono considerati famliari a carico coloro che possiedono, nel periodo d'imposta, un reddito complessivo, computando anche le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni, nonché quelle corrisposte dalla Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica, non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. La qualifica di “familiare a carico” comporta la possibilità di riconoscere al soggetto che provvede al mantenimento le deduzioni indicate nei commi 1 e 2 dello stesso articolo 13 del Tuir, previste in misura differenziata per il coniuge, i figli o gli altri familiari. Come detto, poi, secondo anche quanto chiarito dall'Agenzia delle Entrate, chi percepisce compensi per attività sportiva dilettantistica al di sotto della soglia di esenzione non consegue un reddito rilevante fiscalmente e non perde, per questo motivo, le eventuali altre posizioni di favore. È il caso, ad esempio, di un giovane atleta che, nel corso del periodo d'imposta, abbia percepito rimborsi per la propria attività sportiva al di sotto della soglia di 7.500 euro. I genitori potranno continuare a segnalarlo nella propria dichiarazione dei redditi come familiare a carico (sempre che, beninteso, il figlio non abbia altri redditi imponibili superiori al limite di 2.840,51 euro) e beneficiare della relativa detrazione forfetaria oltre che delle detrazioni per gli eventuali oneri sostenuti (spese mediche eccetera).
Può essere considerato fiscalmente a carico un figlio possessore di soli redditi derivanti da attività sportivè dilettantistiche di importo pari a 5.000 euro? Per effetto delle disposizioni dell'articolo 90 della L. 289/2002 (Finanziaria 2003), «a partire dal 2003 le indennità, i rimborsi forfetari, i premi e i compensi erogati nell'esercìzio diretto di attività sportive dilettantistìche dal Coni, dalle federazioni sportive nazionali, dall'Unire, dagli Enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegue finalità dilettantistiche e che sia da essi riconosciuto non concorrono a formare il reddito di chi li percepisce per un importo non superiore complessivamente nel periodo d'imposta a 7.500 euro. Per quanto attiene alla posizione di familiare a carico, anche se il reddito percepito è superiore al limite di 2.840,51 euro, il familiare può essere considerato fiscalmente a carico in considerazione del fatto che il reddito percepito, nel caso in specie è esente.
Marta Saccaro – Il Sole 24 Ore
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