|
|
|
|
|
|
Roma
24/03/2007, 16.30



|
|
PUNGHELLINI:Ripartire dalla base per riscoprire la democrazia nel calcio |
Si è tenuta quest’oggi all’Hote Hilton di Fiumicino l’Assemblea straordinaria della Serie D, presenti la quasi totalità delle 162 società, il Presidente del Comitato Interregionale William Punghellini, il Consiglio Direttivo dell’Interregionale, il candidato alla Presidenza Federale Giancarlo Abete, il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Carlo Tavecchio ed il Presidente della Divisione Calcio a 5 Fabrizio Tonelli;Presidente dell’odierna Assemblea il Procuratore Federale della F.I.G.C. Stefano Palazzi. Dopo un interludio del Presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle attività sportive Felice Ferlizzi che ha confermato l’esigenza di un restiling degli impianti dei dilettanti per adeguarli alle nuove norme di sicurezza la parola è passata a Punghellini che ha fatto un excursus sulle ultime vicende calcistiche nazionali ponendo l’accento sull’urgenza di un radicale cambiamento:”Dopo le polemiche,gli scandali ed i commissariamenti il calcio ha perso credibilità verso i tifosi ed i praticanti, ora serve una svolta epocale, non abbiamo bisogno di intonacare un palazzo costellato da crepe ma abbiamo bisogno di un rinnovo vero e proprio”.Punghellini ha proseguito sottolineando le incongruenze emerse in questi ultimi mesi convulsi, nello specifico i dubbi riguardanti il nuovo statuto federale:”Il nuovo statuto non ci piace, soprattutto per il meccanismo di elezione del candidato federale poi per il nuovo regolamento dei procuratori, non siamo stati interpellati quindi non lo appoggiamo”.Punghellini poi affronta un tema di stringente attualità, la violenza dilagante negli stadi e le generalizzazioni nel valutare il fenomeno:”Ci descrivono come una giungla,è mortificante ed offensivo,la Serie D ha combattuto da sempre la violenza raggiungendo risultati lusinghieri, siamo stati i primi al mondo ad adottare il saluto a fine gara tra i giocatori,per questo odiamo le generalizzazioni ed usare il calcio come capro espiatorio non serve a nessuno,il problema risiede nella famiglia,nella scuola e nella società”.Il tiro poi si sposta verso le istituzioni politiche:”Da tutto questo trambusto i dilettanti ne sono usciti puliti ma stiamo ancora aspettando la mutualità promessa; i nostri giocatori giocano sulla ghiaia eppure tutti pensano agli Europei del 2012,si cerca la copertina ma c’è un sistema da rifondare”. Punghellini giunge alle conclusioni chiarendo la posizione ufficiale della Serie D:”Il Comitato Interregionale ha piena fiducia nella LND per questo indichiamo il Presidente Carlo Tavecchio come referente per rappresentare le istanze dei dilettanti all’Assemblea Elettiva per la Presidenza Federale ma confidiamo anche sul lavoro di Giancarlo Abete.Serve una svolta, dobbiamo ristrutturare i campionati,servono fondi da sempre negati ai dilettanti per sviluppare l’attività giovanile, insomma le società di Serie D non sono più clienti ma associate con i loro diritti e doveri”. Dopo Punghellini ha preso la parola il candidato alla Presidenza Federale Giancarlo Abete che ha voluto ricordare la propria vicinanza al mondo dilettantistico:”Rispetto da sempre la LND perché ho imparato a conoscere ed amare il calcio partendo da una piccola società dilettantistica ma il calcio è cambiato radicalmente, è un mondo in evoluzione dove i diritti televisivi hanno aumentato i problemi di convivenza”.Abete conviene con Punghellini sulla riscoperta del significato profondo dello sport:”Malgrado tutte queste trasformazioni che hanno stravolto il calcio l’etica ed i valori fondanti di questo sport devono essere sempre tenuti in primo piano, si devono rispettare le regole sportive e non, quelle economiche e legali perché questo sport accomuna tutti e merita il rispetto di tutti”.Il discorso si sposta su realtà lontane,spesso sottovalutate dai media ma colonne portanti del sistema calcio:”La Serie D è un campionato immenso che attraversa tutta l’Italia ma da sempre ha problemi nel vedersi riconosciute quelle risorse economiche vitali per lo sviluppo dell’attività, per questo penso che se crediamo nella democrazia il governo del calcio deve ripartire dalla base che deve avere voce in capitolo, l’abolizione del diritto di veto risponde perfettamente a queste esigenze”.Il programma futuro di Abete è chiaro:”Per ristrutturare i Campionati dobbiamo lavorare sul consenso,sediamoci al tavolo e troviamo delle soluzioni condivise da tutte le componenti”. La parola passa al Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Carlo Tavecchio che vede nella situazione attuale del calcio un’opportunità di cambiamento:”So quante difficoltà devono affrontare le società dilettantistiche nel loro lavoro quotidiano, per questo penso che sia finita l’epoca che vedeva la LND stampella dei soggetti più forti, un alleato fedele senza diritto di parola,è giunto il momento di dire basta ad un governo del calcio monocratico”.Tavecchio si rivolge direttamente ad Abete:”Con il nuovo statuto tutte le componenti saranno rappresentate nel Consiglio Federale,questo è l’inizio di una nuova era sportiva, auguro ad Abete di proporre ed attuare dei profondi cambiamenti che il calcio necessita,nella strategia del reperimento delle risorse e nella ristrutturazione dell’impiantistica”. La Serie D e la Lega Nazionale Dilettanti escono compatte da questa assemblea,è giunto il momento di cambiare il calcio,di ripartire dalla base per riprogrammare un futuro in cui tutti le componenti abbiano pari dignità e considerazione perché costruire un gigante con fondamenta fragili sarebbe un errore madornale.
Enrico Foglietti
|
|
|