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Roma
23/07/2007, 12.30







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Il FASANO punta subito in alto |
Fasano e Cologna Paese puntano subito in alto Edo Gemma, direttore generale della Novese: «Il nostro progetto era conquistare la C in tre anni. Siamo in anticipo, sarà una stagione di vertice» Al via anche Scandicci Gavorrano e Venosa
FASANO

di Savino Gallo Squadra che vince non si cambia, si rivoluziona. E’ la politica che l’As Fasano calcio ha adottato per ritornare nel calcio che conta. Una strategia finora rivelatasi vincente. Un anno fa, proprio di questi tempi, la società biancazzurra rischiava di scomparire, e fu salvata solo da Franco D’Amico e Gianluca Cisternino, che decisero di rilevarne le quote, e trasferire qui il titolo del Montalbano, squadra di cui erano proprietari. Poco tempo per riorganizzare la società, di cui i due diventano rispettivamente presidente e vice, ed ancor meno per allestire una squadra competitiva. Ci si affida all’ex tecnico del Montalbano, Vito Sgobba, e alla capacità dei dirigenti di rafforzare il parco giocatori in breve tempo. Missione compiuta. Quel Fasano riesce a dominare il campionato di Eccellenza pugliese, vincendolo con 9 punti di distacco sulla seconda, 21 vittorie e solo 2 sconfitte. Nuova stagione, il Fasano calcio torna a disputare un campionato di serie D dopo 5 anni, ma ecco che il “fascino” della rivoluzione torna a farsi sentire. Si cambia di nuovo, totalmente. Il presidente D’Amico è in difficoltà, e così una serie di imprenditori rileva la società. Nuovo presidente, il neo sindaco fasanese, Lello Di Bari; nuovo direttore sportivo, Franco Sgrona; nuovo allenatore, Giacomo Pettinicchio; nuovo finanche il preparatore atletico, l’ex neretino Ciro Gallo. Si ricomincia da capo. Ancora una volta, con poco tempo per intervenire sulla squadra in vista della categoria più impegnativa. Questa volta, il rischio è ancora maggiore rispetto allo scorso anno, ma le ambizioni rimangnono quantomeno inalterate, anzi. Si parla di grandi progetti e si conta di arrivare al calcio professionistico nel giro di un paio di anni. Visti i risultati precedenti, a Fasano, c’è proprio da credere alla nuova dirigenza.
Currciculum degli ultimi 30 anni
1971/72 promozione in Interregionale Dal 1972 al 1988 in Interregionale 1987/88 prima promozione storica in C2 88/90 in C2 90/91 retrocede in Interregionale Dal 91 al 93 in Interregionale 92/93 Promozione in C2 95/96 retrocede in Interregionale 98/99 terza promozione in C2 Dal 99 al 2002 in C2 2002 scompare il Fasano che riparte dall’Eccellenza Dal 2002 al 2007 In Eccellenza 06/07 Promozione in Serie D
COLOGNA PAESE
 Tre promozioni in 5 anni. Il Cologna Paese,prima squadra di Roseto degli Abruzzi di Antonino Palumbo Mille e trecento abitanti, un centinaio di tifosi, un obiettivo (raggiunto) chiamato serie D. Il Cologna Paese, squadra di calcio dell’omonima frazione di Roseto degli Abruzzi (Teramo), è stata una delle rivelazioni dell’Eccellenza 2006/07. Prima, con una cavalcata di 18 successi, 15 pareggi e una sola sconfitta; 69 punti in classifica, uno in più dell’antagonista San Nicolò. L’undici del tecnico Daniele Fanì ha celebrato il salto nel Campionato nazionale Dilettanti all’ultima giornata, sul Comunale di via della Specola, pareggiando 3-3 contro il Francavilla. La piccola frazione, uno dei sei satelliti del comune situato fra i fiumi Vomano e Tordino, si affaccia in serie D per la prima volta nella sua storia. L’Asd Cologna Paese è nata nel 1974, per iniziativa di un gruppo di amici, capitanati da Francesco D’Ambrosio, il primo patron. Fra l’83 e l’85 i biancazzurri hanno preso l’ascensore, salendo dalla terza alla prima categoria, con Carlo Raimondi in panchina. Undici anni fa, il timone dirigenziale è passato fra le mani di Ferdinando Perletta, attualmente assessore al Comune di Roseto. Dalla seconda categoria si è tornati in prima, ma il bello doveva ancora venire. Vent’anni dopo il triennio d’oro, infatti, è arrivato il quinquennio di platino. Nel 2002/03 il tecnico Dario Cardarelli ha portato i teramani in Promozione. Nel 2004/ 05, condotti da Gennaro Grillo, i rosetani hanno fatto irruzione nell’Empireo del calcio regionale: l’Eccellenza. E nella passata stagione è giunta la grande gioia, quella con la D maiuscola. «Il segreto? Programmazione, umiltà, serietà - afferma il presidente Perletta - e, ovviamente, l’entusiasmo dei nostri tifosi, numerosi anche in trasferta. Per noi è un motivo di orgoglio poter rappresentare la nostra città anche fuori dall’Abruzzo. Punteremo ai play- off: molto dipenderà dal valore dell’attaccante che prenderemo ». Della vecchia squadra sono stati confermati il portiere Ricchiuti, i difensori Palantrani ed Ettorre, i centrali della mediana Obbedio e Di Cola e il diesse- bomber Di Biagio. I rinforzi si chiamano Cristofari (dal Valle del Giovenco) e Iezzi (ex Celano) per la retroguardia, Giampietro Francia ( Morro d’Oro) per la zona nevralgica, Di Nicola ( Montesilvano), Di Matteo (Rosetana) e Capretta (San Nicolò) per la fase offensiva. Dal Giulianova arrivano gli under Ippoliti (difensore), Potacqui (centrocampista) e Andrea Francia (attaccante). Un rinnovamento all’insegna di quantità e qualità, che suona un po’ come un avviso: « Non chiamateci Cenerentola ».
NOVESE L’ultimo censimento parlava di 28.360 abitanti, ma un baino di utenza di oltre 60 mila persone, circa un settimo dell’intera provincia di Alessandria. Novi Ligure, città piemontese nota per i suoi insediamenti produttivi, è situata proprio al centro del triangolo industriale Torino-Genova-Milano. Una storia importante, fatta di occupazioni e ribellioni, atroci battaglie e controverse successioni. Un passato signi- ficativo che la “ Curtis Nova” (nome originario della città fino all’attuale denominazione datata 1818) può vantare anche nello sport. SCUDETTO NEL 1922 - Già, perchè queste strade, che volgono sulle estreme pendici dell’Appennino Ligure, ai margini della valle Scrivia, hanno visto nascere Costante Girardengo, indimenticato ciclista a cui è dedicato il principale impianto sportivo della città. Ma non solo. Il 28 maggio del 1922, la Novese calcio di Vercelli e Grippi, Cevenini III e Neri, riuscì nell’impresa di vincere lo scudetto. Da allora, i fasti calcistici sono diventati sempre più un lontano ricordo. Fino al giorno d’oggi. Un anno fa la società ripartita da zero: nuovo presidente, Valter Merletti, nuova denominazione, U.S.D. Novese S.r.l., e tanta voglia di far riavvicinare un pubblico da sempre appassionato di calcio. Così, riparte la nuova avventura della società biancazzurra; una cavalcata conclusa con il secondo posto in Eccellenza e la vittoria nella Coppa Italia che ha consentito il salto di categoria. La Novese è di nuovo in serie D, con tutta l’intenzione di restarci, almeno nel breve periodo. « Il nostro progetto - a parlare è il direttore generale Edo Gemma - prevedeva di arrivare in C in 3 anni. Nel primo abbiamo centrato la promozione in D, quindi possiamo anche permetterci un anno di assestamento, ma un assestamento di vertice ». Il presidente ha voluto che la società venisse amministrata come una vera e propria azienda, con tanto di marketing e merchandising: « Facciamo parte della serie D - continua Gemma - ma qui di dilettantistico non c’è proprio nulla ». Il pubblico domenica dopo domenica è tornato ad occupare in massa gli spalti del “Girardengo”. La squadra è stata rinforzata adeguatamente. Pagano, Giglio, Lorieri, Peluso, De Carolis, Sala; sono solo alcuni dei nomi che andranno ad aggiungersi al blocco dei confermati di mister Melchiori, dalla “stella” Pastorino ai tanti giovani come Carosio, Motta, Tavella e Martinelli. Insomma, il progetto è di quelli importanti. sa. ga.
Corriere dello Sport
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