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I modelli da imitare sono tanti: da Torricelli, dalla Caratese alla conquista della Champions League con la Juventus, a Corradi, protagonista all'ultimo Europeo, e Iaquinta, fresco di convocazione in Nazionale. Il Torneo Nazionale Giovanile, giunto alla 23° edizione, ha sfornato tanti campioni. Quest'anno, in Romagna, si sono messi in mostra Russo (Lavagnese), Petris (Tamai), Cenci (Foligno), Baclet (Russi), Cesaro (Celano), pazienza (Rutigliano), Domicoli (Adrano) ed il capocannoniere Chiarelli (Fortis Juventus).
"Se si analizzano gli organici delle squadre di Serie A e B si nota che la stragrande maggioranza dei giocatori non proviene dal settore giovanile dei club professionistici, ma dalla Serie D - spiega con orgoglio William Punghellini, Presidente del Comitato Interregionale -. Il Torneo Giovanile è la vetrina per i talenti del Campionato, gli Juniores, in rappresentanza dei nove Gironi. per le semifinali erano presenti circa 50 osservatori dei principali club nazionali, a caccia di talenti".
Nell'edizione di quest'anno, disputata dal 22 al 26 marzo, si è imposta la Rappresentativa del Girone I (Campania, Calabria e Sicilia), allenata da Giordano, che ha piegato 1-0 a Misano Adriatico il Girone E (Toscana e Lazio) grazie ad una rete di Calarco (Vibonese).
"Non è un caso che si sia imposta una Rappresentativa del Sud. Le Società del meridione, non potendo contare su ingenti risorse puntano tutto sui giovani - spiega Punghellini - e sono ripagate".
La Serie D è sinonimo di calcio giovanile.
"Sono ormai passati dieci anni da quando abbiamo introdotto l'obbligo di fare giocare titolari 4 Juniores. Questa regola impone alle Squadre di puntare su un nucleo di almeno dieci ragazzi. Non a caso l'età media della Serie D è di 23 anni. Incentiviamo la linea verde con i fatti: alle Squadre con una rosa inferiore ai 21 anni è garantita l'iscrizione gratuita al Campionato. Contiamo 12.000 tesserati maggiorenni e ben 25.000 dai 6 ai 18 anni nei settori giovanili: è il frutto di una politica mirata".
Che secondo Punghellini dovrebbe essere fatta propria anche dalla Serie A.
"Il nostro regolamento permette il tesseramento di un solo straniero. Puntare sui vivai italiani è un percorso obbligato che dovrà essere seguito dai professionisti. Sono d'accordo con la proposta del Coni che vorrebbe introdurre un numero minimo di italiani obbligatorio per Squadra. Così si verrebbe incoontro anche alle esigenze delle Nazionali".
Riccardo Pratesi
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