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Centobuchi
12/03/2008, 15.35


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Zeman:'La Serie D è una grande palestra' |
Il figlio del tecnico boemo, Karel, è l’allenatore dei molisani. “La serie D è una grande palestra” Zeman spettatore illustre di Centobuchi-Bojano
CENTOBUCHI - Il campionato nazionale di serie D ha ospitato un personaggio importante come Zdenek Zeman. Presente domenica scorsa al comunale di Centobuchi, nascosto tra il pubblico presente nella piccola tribuna dello stadio piceno con la sua immancabile sigaretta, forse riconosciuto anche da pochi, il grande Zdenek ha seguito la partita Centobuchi-Bojano come uno sportivo qualunque. Con la cuffia ad un orecchio per ascoltare “Tutto il calcio minuto per minuto” e con un occhio sul campo dove i molisani guidati dal suo figlio Karel stavano provando a conquistare i tre punti (senza riuscirci visto che i marchigiani hanno vinto per 2-0). Un tecnico che tutti ricordano e apprezzano non solo perchè ha fatto sempre praticare alle sue squadre un calcio spumeggiante ma anche per essere stato tra i primi, nel luglio del ’98, a scoperchiare certi altarini: “Il calcio sta cambiando purtroppo - disse allora Zeman - io vorrei che uscisse dalle farmacie e dagli uffici finanziari e rimanesse soltanto uno sport e divertimento. A mio parere la grande popolarità del calcio non è dovuta alle farmacie o agli uffici finanziari, bensì al fatto che in ogni angolo del mondo c’è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi. Ma il calcio di oggi è sempre più un’industria e sempre meno un gioco”. Nella breve intervista che ci ha concesso abbiamo riascoltato il tecnico di sempre pronto, dice lui, a rientrare nel grande giro anche se “non dipende da me ma dai presidenti. Qualche cosa si sta muovendo. Sono fiducioso, qualche cosa accadra”. - Mister, le piace la gara che si sta giocando sotto i suoi occhi ? “Si. In pratica le due squadre giocano seguendo in parte una mia filosofia che potrei riassumere così: non dirò mai ad un mio calciatore di giocare solo per controllare un avversario”. E questa è anche la filosofia seguita dal figlio Karel che si ispira sicuramente al suo grande papà. - Zeman come vede questo campionato di serie D? “Non sono sicuramente indicato per dare giudizi in merito perché ho visto solo qualche partita dove era impegnata la squadra guidata da mio figlio, ma per quello che ho potuto notare il campionato è molto equilibrato. Ho visto la Renato Curi che mi è sembrata una buona squadra. C’è poca differenza di valori tra le prime della classe e le ultime. Secondo me è un campionato molto equilibrato, basta vedere la classifica per farsi un giudizio”. - La serie D viene indicata, spesso, come ultima spiaggia per i professionisti, lei è d’accordo con questo giudizio ? “No. Se un professionista scende di categoria perchè è alla fine della sua carriera potrebbe essere utilizzato dalle società per far crescere i giovani i quali proprio in questo campionato, molto spesso, maturano prima di entrare nel grande giro” - Lei giustamente parla dei giovani. Qualche giorno fa è stata bocciata la proposta del quinto under in campo in serie D: un errore ? “Si che è un errore. In un campionato dilettantistico dovrebbero essere i giovani i grandi protagonisti anche se in serie D giocano grandi realtà con tradizioni alle spalle che vogliono risalire. Non è facile accontentare tutti. Esempi in tal senso non ne mancano”. - Una buon trampolino anche per allenatori che si vogliono affermare ? “Si, anche per loro. Di esempi ne abbiamo, basta scorrere i giornali del lunedì per rendersene conto. Un nome su tutti, Lerda, attuale trainer del Pescara, che nella passata stagione è stato protagonista in assoluto con una squadra piemontese con la quale ha vinto, se non sbaglio, oltre al campionato lo scudetto tricolore”. Arrivederci mister, è stato un piacere.
Enrico Scoppa - Corriere Adriatico
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